Chemioterapia e Capelli – Casco refrigerante.

Uno degli effetti psicologicamente più devastanti della chemioterapia è rappresentato dalla caduta dei capelli, soprattutto per le donne. In alcuni casi, addirittura, le donne affette da tumore al seno decidono di non sopporsi alle cure poiché non possono sopportare l’idea di vedersi calve.

Oreste Gentilini, primario di Chirurgia della Mammella e coordinatore della Brest Unit dell’Ospedale San Raffaele di Milano afferma: «Le donne hanno paura di fare la diagnosi, perché hanno paura di dover poi fare la chemioterapia. Avere meno effetti collaterali permetterebbe di avere più donne che vengono sottoposte a questo trattamento. Alcune donne scelgono di non sottoporsi alla chemio per paura di perdere i capelli».

Da qualche anno gli scienziati si stanno adoperando per la realizzazione di un casco ”salva-capelli”, uno strumento refrigerante collegato a un macchinario, capace di interrompere l’azione dei farmaci chemioterapici nella zona del cuoio capelluto.

Questi farmici sono somministrati al fine di colpire in modo aggressivo le cellule tumorali. Tuttavia attaccano anche le cellule sane, incluse quelle che costituiscono i follicoli piliferi.

Il casco raffredda il cuoio capelluto e riduce, di conseguenza, la circolazione sanguigna in quella zona. Viene fatto indossare al paziente circa 30 minuti prima del trattamento di chemioterapia ed è in grado di raggiungere una temperatura di 3°C. In questo modo è in grado di ridurre la quantità di farmaco che raggiunge i bulbi piliferi.

 

Due sperimentazioni condotte al fine di verificare gli effetti del casco refrigerante.

Nel febbraio del 2017, sulla rivista Jama, sono stati pubblicati i risultati di due sperimentazioni condotte al fine di verificare gli effetti del casco refrigerante.

Il primo esperimento, organizzato dal College of Medicine di Huston, ha visto la partecipazione di 182 donne affette da tumore al seno al primo e al secondo stadio. 119 di queste pazienti hanno indossato il casco prima, durante e dopo i trattamenti, le restanti 63 non lo hanno utilizzato. Tutte le donne appartenenti a quest’ultimo gruppo hanno registrato una notevole caduta dei capelli, mentre le pazienti che hanno utilizzato il dispositivo hanno potuto osservare una perdita di capelli limitata a meno del 50% della chioma.

Questi risultati sono stati riconfermati dallo studio condotto dalla University Of California di San Francisco. Delle 101 donne affette da tumore al seno al primo o secondo stadio che hanno indossato il dispositivo refrigerante, 67 hanno perso meno del 50% dei capelli.

Si tratta di due studi senza precedenti per il numero di donne coinvolte. Certamente riuscire ad eliminare o anche solo a ridurre un effetto collaterale così destabilizzante dal punto di vista psicologico, porterebbe un enorme giovamento alle pazienti che si trovano ad affrontare un percorso di trattamento chemioterapico. È essenziale non sottovalutare l’impatto che la perdita di capelli ha sulla sfera emotiva di qualsiasi individuo e le ripercussioni che questo possa avere sul processo di guarigione di un individuo malato.

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